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DENIM & JEANS : una moda, un mondo…..e la Bellasignora!

STORIA, CURIOSITA’, VOLTI DI UN MITO CHE NON PASSA MAI DI MODA : il JEANS e tutto quello che gli gira intorno…

Care Bellesignore e cari Beisignori, sono nuovamente con voi per esaminare un altro dei trend di questa ormai imminente Primavera/Estate 2015 : l’intramontabile DENIM & JEANS.Sarà questa la prima parte, quella dedicata alla storia e alle curiosità di questo incredibile tessuto che non ha mai conosciuto momenti bui nè tanto meno crisi….

Questa volta, prima di passare all’analisi delle passerelle (cosa che avverrà nel prossimo post) ho deciso di aprirvi il mio armadio… ebbene si’, la vostra Bellasignora ha una passione esagerata per il jeans, declinato in tutte le salse! Forse troverete volumi non attualissimi, ma le idee originali, quelle non mancheranno di certo ……

O.k., lo confesso, io in denim posseggo pure il pigiama  in un un favoloso tessuto chambry (più leggero e morbido) e le lenzuola firmate Ralph Lauren, per sonni da vera Bellasignora.

UN PO’ DI STORIA…..

Parliamo di DENIM:  il nome deriva dalla città francese di NIMES, che già nel XV secolo era in concorrenza con Chieri, in Piemonte, per la produzione di un fustagno molto robusto, di colore blu tinto col guado (una pianta erbacea infestante). Una volta diventato più abbordabile il prezzo del cotone, questo tessuto divenne l’ideale per gli abiti da lavoro, anche ovviamente per la sua robustezza. La produzione chierese venne trasportata al porto di GENOVA dove la tela veniva usata per i sacchi delle vele delle navi e per coprire le merci. Successivamente gli americani ne storpiarono il nome: la sua famosa tonalità BLU, il blu di Genova, o meglio il bleu de Genes divenne il BLUE JEANS! Pare ormai certo che la rivalità tra le 2 città si risolse a vantaggio di quella italiana, ove avvenne per la prima volta il passaggio da rurali  pezzi di tessuto ad una idea di INDUMENTO a vantaggio di marinai e portuali.

Nel XVI secolo  iniziò poi la grande esportazione dal porto genovese, dopo il  successo europeo dovuto in parte alla qualità e in parte all’accessibilità del prezzo.

La data fondamentale nella storia del denim rimane il 14 Marzo 1853 quando un mercante bavarese, MORRIS LEVIS STRAUSSarrivò in California per aprire un negozio di tessuti mischiandosi tra la moltitudine disperata dei cercatori d’oro. La leggenda vuole che il giorno dello sbarco gli venne chiesto un paio di calzoni che lui stesso fabbricò con un telo da tenda rimastogli. Successivamente si associò col sarto JACOB DAVIS che completò con rivetti metallici in rame di rinforzo le cuciture dei pantaloni, stratagemma necessario per rendere ancora più resistenti gli indumenti che venivano indossati da minatori, mandriani, agricoltori, nonché divisa di operai della ferrovia, “miners” e  cowboy.

I jeans in Europa arrivarono nell’immediato dopoguerra, i primi LEVIS furono commercializzati nel 1959, il resto è STORIA…

CURIOSITA’: DALLA MINIERA ALLA PASSERELLA…..

Dagli anni ’50 in poi il denim, sotto forma di blue jeans e non solo segna una svolta epocale nel mondo della moda, fino ad allora dominato dagli esclusivi atelier. Gli States, il Rock ‘roll, ELVIS e JAMES DEAN ed ecco il 5 tasche trasformarsi da capo da lavoro a MUST quotidiano, resistente , confortevole, ribelle, innovativo.

Un giovane e stilosissimo  ELVIS ….
…l’unico, ribelle,meraviglioso JAMES DEAN

Gli anni ’60 lo vedono protagonista anche dell’universo femminile, ricco di testimonial eccellenti, una su tutte la stilosissima BRIGITTE BARDOT.

Voilà  BRIGITTE !

Negli anni’70 denim significa” contro” ovvero anticonformismo, figli dei fiori, hippy, zampa d’elefante e sotto sotto glamour

JANE BIRKIN , ovvero la provocazione….

 

FARRAH, la più imitata

Gli anni ’80 li vedono strappati e strapazzati dal punk, ma anche decorati, dipinti, ricamati, agghindati….

BLONDIE, tra rock e stile
SAMANTHA FOX, quando il jeans diventa sexy…

Siamo agli anni ’90, i volumi sono largotti, i fondi arrotolati, la vita decisamente alta

Il cast del telefilm di culto BEVERLY HILLS 90210

Il nuovo secolo segna con prepotenza un rinnovo del denim che diventa anche collezione di lusso con linee appositamente dedicate, passerelle e capsule collection specifiche.

VICTORIA BECKHAM, quando il denim diventa luxury….

…E IN ITALIA ?

 

Sono i fratelli Bacci i primi che in quel di Campi Bisenzio trasformano un azienda produttrice di abiti da lavoro (siamo nel 1949) in creatrice (nel 1952) del primo jeans italiano, l’epico ROY ROGER’S, così chiamato in onore di un avventuriero ambulante che vagava tra i ranch a riparare il denim e che incarnava alla perfezione il mito del sogno americano. Ed è solo l’inizio, nel 1958, sempre in Toscana, nasce la RIFLE dei fratelli Fratini, mentre negli anni ’70 Urbania e il suo comprensorio diventano ufficialmente la BLUE VALLEY, per l’eccezionale produzione per le più importanti aziende leader del settore (Trussardi, Pop 84, Carrera, El Charro). Il Veneto, terra manifatturiera per eccellenza, è l’altro grande polo italiano di produzione e attualmente ricopre il ruolo di ambasciatore nel mondo del denim italiano, grazie alle numerose aziende di punta che vi hanno sede. Marchi popolari in tutto il mondo come Carrera (VR), Gas (VI), Replay (TV), Diesel (VI), Pepper e Americanino (PD) sono nati già negli anni ‘70 e ‘80 con un successo sempre crescente.

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E ora, come promesso, dopo aver trovato con non poca difficoltà la chiave nascosta sotto lo zerbino, VI APRIRO’ IL MIO ARMADIO DEI TESORI BEN CONSERVATI…

Giacchino in denim vintage con inserti “cartoon” di L’EQUIPAGE prodotto in edizione limitata, letteralmente  scovato, dopo lunga ricerca, in fiera a Parigi agli inizi degli anni ’80. Puntatissimo e mai, perfidamente ceduto, alla mia pargola che ci sbavava ogni volta che me lo vedeva indosso….

Smanicato e giacchino in denim scuro  riciclato arricchiti con borchie, cabochon, strass, perline, applicazioni e spille prodotti dall’azienda tedesca LILY FAROUCHE, brillantemente scoperta  a Monaco di Baviera nel 1983. Peso specifico disumano nonché l’incubo di ogni controllore aeroportuale.

Sempre di LILY FAROUCHE questi 2 incredibili pezzi con patch, scudetti, crest e borchie di sicura ispirazione per tanti creativi a venire (sto parlando sempre dei favolosi anni ’80). Indimenticabile il proprietario dell’azienda un mix tra Boss Hog di Hazard e il venditore dei gelati sul carretto, completamente di biancovestito su Cadillac bianca, giusto per dire…

 

Questa camicia portafortuna con inserti denim su denim e bottoni multicolore mi ha letteralmente “chiamato” sotto un mucchio di calzoni in un mercatino vintage a New York nei primi anni ’90, ed è subito diventata la mia indispensabile coperta di Linus…

La mia divisa : questo sdrucitissimo, vissuto, rotto e ricucito e ribucato e ricucito e straportato paio di LEVIS originals 501 for women. Blazer blu, camicia in seta, cintura in cocco e tacco 12 Sebastian completavano l’opera….

Il mio amatissimo RALPH LAUREN,  che ha fatto del denim uno stile di vita, è ovviamente qui abbondantemente rappresentato. Particolarmente caro mi è il giacchino dal delicato colletto in sangallo, ricordo del mio viaggio a New York in occasione dell’apertura del primo, storico negozio sulla Madison Avenue. Davvero incredibile l’onore di poter rappresentare, con pochi altri, la categoria dei compratori italiani.

LAST BUT NOT LEAST…anche la GHOST WRITER vuole la sua parte, vi lascio con un paio di Guess personalmente dipinti rigorosamente a mano dalla suddetta, in una calda estate del 1988 dopo essere stata folgorata da una giovane Madonna , ovviamente quelli della mia bimba sono molto più belli….

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“Mi sarebbe piaciuto inventare i blue jeans: sono il capo di abbigliamento più spettacolare, pratico, rilassato e disinvolto che esista. Hanno personalità, sex appeal e semplicità”.

YVES SAINT LAURENT