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Il giardiniere dei miei sogni:Antoni Gaudì

Eccomi di nuovo Bellesignore e Beisignori, per raccontarvi una storia di passione, arte , grandi fatiche e soprattutto non poche soddisfazioni : un piccolo fazzoletto di giardino che anche in inverno non perde il suo fascino, complice la mitezza del clima, la frequentazione di una famiglia di gattoni colorati  e una dedizione di cui vado fiera ….ma attenzione i miei consigli varranno  anche in caso di balconcini o terrazze….creatività ed entusiasmo non devono mancare …..

Ho sempre cercato nel corso della mia vita di imparare, studiare, documentarmi, l’ispirazione poi può catturarti nei momenti più inaspettati, riemergere dalla memoria quando meno te lo aspetti, basta coglierla al volo…nel caso del mio minuscolo giardino ho voluto rendere un umilissimo omaggio ad un genio indiscusso in una zona dove il sole si intrufola con difficoltà e il verde stenta a fuoriuscire ….

Tutto ebbe inizio con la rottura di un vaso azzurro (colore che imparerete a conoscere  visto che lo amo visceralmente ), quei cocci cui era impossibile proporre una mano di colla non volevano finire nella spazzatura …buttarli ? No ! Riciclarli ad arte in quel triangolo di terra marrone che non ne voleva sapere di fiorire !!! Un coccio tira l’altro (ammetto ci sono giorni in cui rompo-mi si rompe tutto) ma non tutto il male vien per nuocere !!! Ed ecco un astratto mosaico di varie forme e tonalità cerulee  prendere pian piano forma ed allargarsi ad ogni nuovo crac  in un ordine disordinato ed allegro !

Grazie Antoni Gaudì per il sogno del PARK GÜELL in quel di Barcellona, grazie per le variopinte ceramiche di recupero e i pezzi di vetro come tessere di mosaici, grazie per gli animali fantastici, grazie per la salamandra e  la sala delle 100 colonne…

Anche io ho messo a dimora  qualche” animaletto”, decisamente più indigeno, una collezione di emilianissimi maialini, un tricheco anni ’80, un tacchino in terracotta, una coloratissima gallina e a guardiano del  tutto un rassicurante nano Brontolo ….

Qua e là spuntano ancora le margherite (sotto forma di tavolo di ghisa ) ma anche dei tentavi di nuovi “getti” di edera( che ormai cresce senza ritegno e direzione) a ricordarci che il giardino sta solo riposando in attesa di nuove fioriture….

P.S.Un ultimo consiglio della vostra Bellasignora, dopo aver dato uno sguardo all’opera di Antoni Gaudì visitate questo sito www.capalbio.net  GIARDINO DEI TAROCCHI(nella sezione escursioni),è una splendida ispirazione  dell’artista franco-statunitense Niki de Saint Phallese al più famoso ed originale spagnolo, ne vale davvero la pena !